martedì 3 marzo 2015

Assemblea Possiamo a Vicenza


Prosegue a Vicenza, come nelle altre province del Veneto, il percorso verso la costruzione di una lista della sinistra per le elezioni regionali.
Questo percorso che abbiamo chiamato “Possiamo- una casa comune per la sinistra veneta” è nato per iniziativa dei partiti della sinistra, ma con lo scopo di unire in modo democratico e trasparente tutte le migliori energie di chi è attivamente impegnato nella difesa dell’ambiente, del lavoro, dei beni comuni e per un altro modello di società.
La nostra prima assemblea, tenutasi a Villa Lattes venerdì 23 gennaio, ha visto la partecipazione di circa 80 persone.
Sono stati numerosi gli interventi di singoli cittadini e di rappresentanti di forze politiche e comitati che hanno espresso la necessità di creare un maggior coordinamento tra di noi assumendo una prospettiva che andasse oltre il mero appuntamento elettorale. Questa richiesta di maggior unità della sinistra passa quindi attraverso la costituzione di una lista autonoma ed alternativa a quella del Partito Democratico rappresentato nel nostro territorio da Alessandra Moretti, per promuovere un modo nuovo di fare politica, non finalizzato tutto al piano istituzionale, ma consapevole che qualsiasi cambiamento per essere reale deve muovere dalla base della società e dai movimenti che la attraversano.
Ora però i tempi stringono ed è necessario arrivare ad una definizione chiara della lista che intendiamo presentare, perciò, per decidere in modo davvero democratico e trasparente,


ti invitiamo all’assemblea che terremo 

Venerdì 6 marzo alle 20.15 a Villa Lattes.

ordine del giorno:
1 - relazione sull'incontro del 23 gennaio tra i partiti e le forze sociali che partecipano al percorso: Discussione generale.
2 – Discussione del programma elaborato nelle assemblee Possiamo
3 - individuazione dei candidati da proporre, discussione.
4 - creazione gruppo di coordinamento con le altre province.

PARTECIPIAMO !

mercoledì 25 febbraio 2015



Il Presidente del Consiglio Renzi ha preannunciato per la prossima settimana un decreto legge ed un disegno di legge delega di “riforma della scuola”. Lo ha fatto ad un convegno del PD convocato per l’occasione, un evento mediatico, senza alcuna possibilità di confronto e durante la quale esponenti dei sindacati di base sono stati fermati dalle forze dell’ordine senza alcun motivo.

La forma è anche sostanza, come lo sono le parole contenute nel testo governativo della “buona scuola” che assume il principio del rigore e dei tagli al bilancio dell’istruzione pubblica, propagandando l’idea che per far andare avanti le scuole si debba ricorrere in buona sostanza prevalentemente ai finanziamenti dei privati.
Noi riteniamo che tutto ciò sia in contraddizione con quanto stabilito dal dettato costituzionale e che non sia lecito che una “ riforma” venga promulgata dall’alto per decreto governativo, oltretutto in presenza di una legge di iniziativa popolare, il cui testo (sul quale sono state raccolte migliaia di firme anche nella nostra provincia) giace “dimenticato” in Parlamento, nonostante le richieste e le iniziative di molti insegnanti, genitori , studenti e cittadini che hanno a cuore la vera buona scuola, quella costruita su basi di democrazia, su risorse e principi certi e condivisi.

Esprimiamo il nostro netto dissenso rispetto a questo modo di fare politica, sulla testa delle persone, una politica devastante, in perfetta continuità con i governi precedenti e che può essere fermata solo da una mobilitazione vasta ed unitaria dei protagonisti del mondo della scuola, superando dal basso le divisioni ed il senso di rassegnazione alimentato ad arte dalla propaganda di regime



Claudia Rancati
Dipartimento scuola
Partito della Rifondazione Comunista Vicenza.

venerdì 6 febbraio 2015

Grecia chiama Italia


Il Washington Post il giorno dopo la vittoria di Syriza, mostra Alexis Tsipras attorniato da bandiere di Rifondazione Comunista. Le paure dell’imperialismo USA e il segnale alla Merkel e alla Troika. Se il nuovo governo di Syriza continuerà a tenere prima alle persone che alle compatibilità di sistema, non ci sarà scampo per chi fino ad oggi si é arricchito sulla pelle del popolo greco.

di Niccolò Martinelli da "La città futura"


“Grecia chiama Italia”. La home page del Washington Post il giorno dopo la vittoria di Syriza, che raggiunge con il 37% dei voti circa, mostra un sorridente Alexis Tsipras attorniato da bandiere di Rifondazione Comunista. La copertina di uno dei più prestigiosi quotidiani USA evoca forte e chiara la paura dell’imperialismo americano di un ritorno dei comunisti e di una politica “sociale” europea che sembrava seppellita per sempre.

Riconoscimento dello Stato di Palestina e no alle sanzioni alla Russia sono, infatti, i primi provvedimenti di politica estera adottati dal governo di Tsipras che nei giorni precedenti al voto aveva più volte annunciato alla delegazione italiana la volontà di concludere un accordo con tutte le forze antifasciste e anti-memorandum, a partire proprio dagli euroscettici di ANEL e i “cugini” comunisti di KKE (va infatti ricordato che buona parte dell'attuale gruppo dirigente di SYRIZA proviene dalla storia della sinistra comunista greca, frammentata almeno quanto quella italiana). 

Ma se in quest'ultimo caso una convergenza é stata esclusa, salvo che sui singoli provvedimenti, l'accordo con ANEL ha garantito il raggiungimento di quella maggioranza parlamentare che a SYRIZA é mancata per pochi seggi.

Per noi che eravamo in Grecia con la “Brigata Kalimera”, una forte affermazione del partito di sinistra era già nell'aria nel primo pomeriggio, quando i primi exit poll, riservatissimi, cominciavano a circolare tra i dirigenti meglio informati e arrivavano alle nostre orecchie. Ma quando sono stati annunciati, alle 19 locali, la sede del comitato elettorale é esplosa in un boato di gioia, subito dopo sovrastato dall'onnipresente “Bella Ciao”, versione dei Modena City Ramblers, vera e propria colonna sonora di questa campagna elettorale condotta con estrema dedizione da militanti e simpatizzanti del partito. 

Se il centro della città era tappezzato di manifesti, i quartieri popolari sono stati al centro del lavoro politico di SYRIZA in questi anni. Nella visita della delegazione italiana, infatti, abbiamo visto come interi quartieri si siano autorganizzati per resistere ai tagli allo stato sociale voluti dalla Troika, a partire da quelli sulla sanità: se in Italia infatti il processo di smantellamento della sanità pubblica é partito soprattutto negli ultimi mesi, in Grecia si tratta di un’operazione già in stato molto avanzato. E avviene così che operatori sanitari e medici che non si rassegnano all'idea di una salute per soli ricchi, diano origine ad ambulatori popolari. Specializzati soprattutto nei servizi odontoiatrici e nella diagnostica dei tumori, vale a dire quei settori dove più si sente la disuguaglianza di classe. E invece, nelle strutture di solidarietà si accoglie tutti gratuitamente, migranti compresi, i quali all'inizio rappresentavano la maggioranza degli utenti, prima che la crisi costringesse a farvi affidamento un sempre maggiore numero di greci, che oggi rappresentano i 2/3 del totale dei pazienti. “Qui si fa solidarietà, non carità” ci tengono a precisare i medici. E infatti la gestione dell'ambulatorio é assembleare, e parte dall'idea che la solidarietà dal basso é un modo per resistere alla crisi dello stato sociale, non per sostituirsi ad esso: “noi vorremmo chiudere il prima possibile”, conclude scherzosamente la responsabile di un ambulatorio.

Dello stesso tenore, la visita alla mensa popolare. Recuperando offerte alimentari dai clienti in uscita dei supermercati, si riesce a fornire pasti a chi altrimenti non avrebbe neppure i soldi per mangiare. E se l'80% dei volontari sono anche utenti della struttura, il responsabile fa notare come diversamente da quanto fa la chiesa ortodossa, qui l'elemento fondante non sia quello della carità, ma quello dell'autorganizzazione popolare. Autorganizzazione che, del resto, ha solide radici storiche nel quartiere di Exarchia, anarchico e antifascista fino alle fondamenta, sede dell'ormai celebre Politecnico, da cui partì l'insurrezione contro il regime dei colonnelli e che tuttora presenta spazi occupati permanentemente da collettivi anarchici e dalla KNE, l'organizzazione giovanile del Partito Comunista. Tanto che, fino a pochi anni fa, la legge vietava alle forze dell'ordine l'ingresso all'interno delle Università, considerate vere e proprie zone franche. 

L'abolizione del diritto di asilo negli atenei, é stata duramente combattuta dal movimento studentesco in ogni sua componente. Tanto che, il suo ripristino, é stato indicato come vera e propria priorità democratica dai giovani di SYRIZA, nel corso dell'incontro tra le organizzazioni giovanili della Sinistra Europea, tenutosi nella sede centrale del partito. Presenti per l'Italia i Giovani Comunisti, che dopo aver subito la recente scissione di un pezzo di gruppo dirigente, si preparano ad affrontare una nuova Conferenza Nazionale all'insegna del rilancio dell'organizzazione, e che in Grecia hanno trovato un'occasione per rinsaldare i propri contatti internazionali. 

Del resto, la presenza dei giovani di Die Linke nella piazza della vittoria di Tsipras lancia un messaggio chiarissimo alla signora Merkel: la favola secondo cui gli interessi del popolo tedesco sono in contrasto con quelli del popolo greco, non regge più. Sono gli interessi di padroni e speculatori a contrastare con quelli di tutti i popoli europei.

Se il nuovo governo saprà sfuggire alla tentazione di mettere le compatibilità di sistema prima delle persone, non ci sarà scampo per chi fino ad oggi si é arricchito sulla pelle del popolo greco.

martedì 13 gennaio 2015

NO ALLA TAV! GIU' LE MANI DALLA CITTA'!


Pubblichiamo il testo del volantino che abbiamo distribuito al presidio del 12 e 13 gennaio sotto il Palazzo del consiglio comunale, mentre si votava lo studio di fattibilità del progetto Tav a Vicenza. Hanno votato a favore 23 consiglieri, (PD, Lista civica Variati, UDC, cioè le forze che compongono l'attuale maggioranza ed anche l'NCD ) 4 astenuti (Lega e lista civica di destra) e 2  contrari (Dovigo di SeL e Zaltron del M5S). 
Il dibattito sul progetto non ha investito la città che ne è venuta a conoscenza solo l'11 dicembre, eppure avrà pesanti ripercussioni anche sullo sviluppo urbanistico. 
Qui spieghiamo perchè Rifondazione è per il no.


Il progetto TAV a Vicenza presentato in Comune alla vigilia delle vacanze natalizie è un progetto estremamente impattante, con ricadute assai significative sulla società vicentina sia dal punto di vista economico, che ambientale. A noi appare assurdo ed insostenibile.
il progetto comporterà sia costi enormi, che nel corso del tempo lieviteranno, come sempre è accaduto, fino a giungere a somme imprevedibili ed impossibili per le casse pubbliche, sia nuove colate di cemento, senza però rispondere in alcun modo ai bisogni della collettività ma anzi aggravandoli.
Con questo progetto si snatura il trasporto integrato regionale ed interregionale a vantaggio di un'ipotetica alta velocità, o alta capacità, che non migliorerà la mobilità per le persone e gli attuali disservizi. Su questi è necessario intervenire con una diversa politica dei trasporti tesa a ristrutturare e recuperare ciò che è stato abbandonato e dismesso scientificamente e colpevolmente.
Si prevede di chiudere la vecchia stazione,  e costruirne due nuove, una in zona Fiera e l'altra nell'assai fragile e già devastata area di Borgo Berga, aprendo nuove aree e possibilità agli appetiti  di costruttori e speculatori.
Il progetto è stato presentato con la solita storia dell'occasione da cogliere al volo ed in fretta, senza neanche dare il tempo alla cittadinanza di conoscerlo bene nei suoi aspetti principali e più rilevanti ed inoltre non si prevede venga sottoposto a gara d'appalto, ma è già stato commissionato ad una ben nota ditta di costruttori il cui nome circola da decenni nelle varie commissioni provinciali e regionali: Salini-Impregilo.
Anche l'UNESCO è intervenuta chiedendo al sindaco Variati chiarimenti rispetto alle ville palladiane perchè forte è la preoccupazione che esse possano subire danneggiamenti dalla nuova opera, in particolare dal tunnel che verrebbe realizzato sotto Monte Berico e quindi sotto Villa Valmarana ai Nani. Non ci tranquillizzano le promesse del Sindaco di voler pensare ad una alternativa al tunnel, e riteniamo che il progetto sia  inaccettabile nel merito e nel metodo.
Siamo qui per dire con forza ai consiglieri comunali di non decidere sulla testa dei cittadini e manifestare la nostra opposizione per costruire dal basso una alternativa reale.
Dobbiamo opporci alla logica delle grandi opere perché è ormai evidente che esse sono grandi solo per quanto riguarda i profitti delle aziende private che ci mettono sopra le mani, ma non per la collettività che dovrà pagarne i costi.
C’è bisogno di una politica completamente diversa per il nostro territorio, una politica che incentivi la cultura del trasporto pubblico, che difenda i diritti dei lavoratori e degli studenti pendolari e delle persone che vorrebbero viaggiare senza dovere usare forzatamente le auto private, una politica che incentivi la manutenzione dell'esistente e la salvaguardia dell'ambiente, opponendosi alle lobbies del cemento.

Partito della Rifondazione Comunista-Vicenza


venerdì 9 gennaio 2015

L'attentato terroristico contro il settimanale satirico Charlie Hebdo é un atto barbaro e vigliacco che condanniamo nel modo più assoluto.
Ieri mattina, è stato il mondo della satira, dellimpertinenza, dellumorismo, dell'amore per la vita, che i terroristi hanno voluto far tacere. I nostri pensieri vanno alle vittime, ai famigliari e a tutti i loro parenti. Nellesprimere il nostro cordoglio e la nostra solidarietà a tutti loro e a chi ogni giorno pratica e difende la libertà di stampa, di parola e di satira, diciamo con forza che la barbarie integralista dellIsis va fermata e se questo non è stato fatto fino ad ora è a causa dei gravi e pesanti appoggi di cui lIsis gode tra vari alleati delloccidente, come Arabia Saudita e Qatar. Si individuino le persone e i centri di reclutamento e soprattutto le centrali di finanziamento e di vendita di armi, molte volte legate a doppio filo con lOccidente,  e lIsis si sgonfierà rapidamente. LIsis è forte perchè gli amici degli occidentali la finanziano e perchè chi combatte lIsis  come il Pkk  viene considerato dagli occidentali una organizzazione terroristica. Questa politica va rovesciata per sconfiggere lIsis e la barbarie che rappresenta.
Sappiamo che da subito partiranno campagne violente, razziste e xenofobe contro gli immigrati, tutti indistintamente, senza differenza di pelle, di religione, di etnia, di credo politico. Noi siamo lontani e da, e ci battiamo contro, questi rigurgiti fascisti. Siamo atterriti dallefferatezza dellattentato di Parigi ma siamo anche convinti che il brodo in cui vivono questi assassini è lo stesso in cui sguazzano i fascisti nostrani ( qualunque sia il colore della  camicia  che essi indossano) che scorazzano per l'Europa
Facciamo quindi appello a rifiutare ogni generalizzazione, a rifiutare fermamente le spinte e le chiamate allodio e al razzismo che già sentiamo levarsi in Italia così come in Francia..
Il popolo comunista sarà presente a tutte le iniziative di solidarietà con le vittime, ma anche di fratellanza, condivisione e denuncia della barbarie, che si svolgeranno da ora e per i prossimi giorni, per affermare con forza la nostra lontananza siderale da avvenimenti di tale gravità e il nostro totale rifiuto di strategie populiste e fasciste che altro non servono che ad alimentare il fuoco dellodio e dellintolleranza.

Per il Partito della Rifondazione Comunista
Il segretario provinciale
Roberto Fogagnoli