mercoledì 25 novembre 2009

Comunicato-stampa

L’opuscolo “Europa: unita,libera,forte” distribuito agli studenti delle scuole superiori per iniziativa dell’Assessore regionale Elena Donazzan in occasione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino contiene molte affermazioni di principio, giudizi storici non argomentati ed esortazioni (quali quella a “non abbandonarsi alla falsa soluzione della multiculturalità”) che delineano chiaramente una idea reazionaria dell’Europa e del mondo.
L’opuscolo non contiene una bibliografia e molti dubbi sono stati sollevati dagli insegnanti esperti della materia rispetto alla metodologia seguita dal punto di vista storico e didattico.
Era normale che tale iniziativa suscitasse una reazione da parte di coloro che intendono la scuola pubblica come luogo del confronto culturale e della costruzione del sapere e che rifiutano la pratica dell’indottrinamento ideologico.
A nostro avviso la vicenda segnala la necessità di mantenere alto il livello di vigilanza democratica e di opposizione sociale alle scelte operate in materia di istruzione dall’attuale Amministrazione regionale, anche attraverso prese di posizione pubblica da parte di insegnanti, studenti, collettivi ed associazioni.
Rifondazione Comunista ha presentato una interrogazione in Consiglio Regionale insieme ad altre forze politiche per chiedere all’Assessore di rispondere dell’utilizzo che viene fatto del denaro dei cittadini destinato all’istruzione pubblica.
Continueremo ad appoggiare le iniziative che provengono dai protagonisti del mondo della scuola volte a difenderne la qualità e la democrazia.
Circolo “Gramsci”
Partito della Rifondazione Comunista Vicenza

domenica 8 novembre 2009

volantino distribuito alla marcia mondiale della pace

NO ALLA TRASFORMAZIONE DI VICENZA IN CITTA’ MILITARIZZATA
NON ACCETTIAMO NESSUNA COMPENSAZIONE PER IL DAL MOLIN
VIA DALLA GUERRA SUBITO


La popolazione vicentina ha dimostrato di non volere la costruzione di una nuova base militare Usa mobilitandosi nelle piazze ed organizzando il referendum autogestito del 5 ottobre 2008.
Nonostante e contro la volontà popolare continuano i lavori alla nuova base e si potenziano quelle già esistenti, una militarizzazione del territorio con danni ambientali e sociali che nessuna tangenziale o altra opera può compensare.
Le logiche di guerra, comunque mascherate, sono devastanti per l’ambiente, per la democrazia, per la vita ed il progresso dell’umanità.
E’ un modello di sviluppo che non ha futuro.
Mentre imperversa la crisi economica che ha già causato in Italia la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, il Governo Berlusconi stanzia 14 miliardi per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 e riconferma la missione in Afghanistan, il cui mantenimento costa 1000 euro al minuto.
La presenza delle truppe Nato ed Usa in Afghanistan, così come la costruzione della base militare USA al Dal Molin servono solo a difendere gli interessi politici ed economici dei grandi della terra, dei capitalismi consolidati e di quelli emergenti, a tutto svantaggio della popolazione e dell’ambiente devastati dai bombardamenti e dai nuovi micidiali armamenti dell’esercito più potente del mondo.
E’ necessario invece RECUPERARE RISORSE CON UNA POLITICA DI PACE Tagliare le spese militari, riconvertire l’industria bellica, RITIRARE LE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN. Spostare le risorse dalla guerra ai bisogni sociali dei lavoratori, degli studenti, dei ceti deboli, di coloro che oggi pagano il prezzo della crisi economica, una crisi che anche nella nostra provincia ha già provocato la perdita di 30.000 posti di lavoro.
Solo con l’unità nella lotta possiamo difendere l’occupazione ed il territorio e costruire dal basso un modello diverso di società non più basato sulla guerra e sullo sfruttamento degli uomini e delle risorse naturali.

“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso !”





Circolo “Gramsci” - Giovani comunisti/e
Partito della Rifondazione Comunista Vicenza

martedì 3 novembre 2009

VIA DALLA GUERRA SUBITO

La presenza del contingente militare italiano in Afghanistan è frutto e figlia di una scelta politica e strategica, oltre che militare, assurda e sbagliata.
Le truppe italiane vanno ritirate subito.
La giustificazione della loro presenza con la necessità di garantire lo svolgimento di elezioni libere e democratiche, in Afghanistan, si è dimostrata insostenibile, come hanno rivelato prima i colossali brogli subiti dalle opposizioni al governo Karzai, (denunciati da tutti gli osservatori internazionali, da quelli dell'Onu a quelli dell'Unione Europea) e poi la vicenda del ballottaggio annullato. Le elezioni in Afghanistan si sono rivelate una vera farsa.
La verità è che la guerra non produce mai la democrazia.
Il governo Karzai è un governo fantoccio, succube della politica statunitense, e odiato dai suoi stessi cittadini.
L'amministrazione Obama, se volesse davvero dare il segno del cambiamento dall'era Bush, anche in politica estera, dovrebbe ascoltare l’opinione pubblica del suo Paese contraria alla presenza dei militari e favorevole al loro rientro.
La presenza delle truppe Nato ed Usa in Afghanistan serve solo a difendere gli interessi politici ed economici dei grandi della terra, dei capitalismi consolidati e di quelli emergenti, a tutto svantaggio della popolazione afgana e dell’ambiente devastati dai bombardamenti e dai nuovi micidiali armamenti dell’esercito più potente del mondo.
L'Italia non può continuare ad assecondare questo progetto. Chiediamo il ritiro immediato delle truppe italiane dall'Afghanistan e l'avvio dei lavori per una conferenza di pace internazionale.
E’ necessario ridurre le spese e le servitù militari del nostro Paese e spostare le risorse dalla guerra ai bisogni sociali dei lavoratori, degli studenti, dei ceti deboli, di coloro che oggi pagano il prezzo della crisi economica, una crisi che anche nella nostra provincia ha già provocato la perdita di 30.000 posti di lavoro.
Le lotte per la difesa dell’occupazione e la lotta contro la militarizzazione del territorio vanno unificate per rilanciare dal basso l’alternativa di società.



Circolo “Gramsci”
Partito della Rifondazione Comunista
Vicenza

martedì 27 ottobre 2009

IL REINTEGRO DI DE ANGELIS E' UNA VITTORIA PER TUTTI I LAVORATORI

Il Circolo "Gramsci" esprime soddisfazione per la notizia del reintegro al suo posto di lavoro del macchinista Fs e rappresentante per la sicurezza, Dante De Angelis da parte del Tribunale di Roma. La sua unica colpa era stata quella di denunciare i rischi per la sicurezza sui treni e la risposta della azienda era stata quella del licenziamento. La battaglia per il suo reintegro al lavoro ha trovato la solidarietà non solo dei lavoratori dei trasporti ma anche di tutti coloro che ritengono che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini non possa essere una variabile dipendente dei bilanci aziendali.
Le Fs sono state condannate per il loro atteggiamento antisindacale, quelle Fs, che come il Rapporto annuale nazionale per la sicurezza delle Ferrovie 2008 denuncia, sono in una condizione di grande insicurezza degli impianti.
Il reintegro di Dante De Angelis rappresenta perciò un fatto importante,
è la vittoria del diritto, dei diritti dei lavoratori contro l’arroganza di quanti vorrebbero farne carta straccia.

martedì 20 ottobre 2009

venerdì 23 ottobre sciopero contro la politica dei tagli nella scuola e non solo.