lunedì 10 novembre 2014

No alla buona scuola di Renzi e Giannini!


Si avvicina il 15 novembre, data indicata dal governo come termine ultimo della consultazione su “La buona scuola”, un percorso iniziato a settembre che si concluderà con un incontro ufficiale a Matera alla presenza del ministro Giannini.

Si tratta di un rapporto di 136 pagine presentato on line e largamente pubblicizzato dai media, un piano che prevede modifiche sostanziali al mondo della istruzione pubblica, toccando anche materie contrattuali come la questione degli scatti di anzianità degli insegnanti. Viene previsto, infatti, di abolirli per introdurre un sistema di differenziazione salariale in base a “competenze” che vengono assegnate ad una percentuale prestabilita, il 66% in ogni scuola di insegnanti meritevoli, cioè che possono accedere a tale forma di valutazione non ben definita, a fronte di una restante parte di “non meritevoli”.

Basterebbe solo questo fatto a suscitare viva preoccupazione in tutti coloro che hanno a cuore la scuola pubblica e che si rendono conto di come questa idea non sia proprio nuova (una ipotesi simile fu proposta dall’ex ministro Brunetta) e come tutto ciò serva, in realtà, a mascherare la volontà di tagliare ulteriori quote di salario, ma con la preoccupante conseguenza di andare a colpire ciò che resta del sistema cooperativo nella scuola italiana, l’unica metodologia efficace per avere un insegnamento di qualità. Per fare un esempio molto pratico: cosa accadrebbe infatti se ogni insegnante fosse indotto ad entrare in competizione con i propri colleghi per ottenere un aumento salariale? Si pensa forse ad un modello di docente che tenga nascoste le conoscenze acquisite, le esperienze, gli approfondimenti per evitare che altri insegnanti possano “rubargli” le idee?

E’ proprio questa idea della trasformazione del sapere in una merce, da conservare gelosamente come fosse una proprietà privata, la cosa più aberrante contenuta in tale proposta.

Ma vi sono molte altre criticità, tra le quali spicca la mancanza di ogni riferimento agli articoli della Costituzione, così come manca qualsiasi riferimento al personale ATA, come se tali figure non fossero importanti per la scuola e la crescita di ogni alunno.

Inoltre, si prevede: di aprire la scuola al mondo del lavoro prevedendo l’estensione dell’obbligo di svolgere ore nelle aziende, senza essere minimamente retribuiti, anche agli studenti dei tecnici (ora lo è solo per gli studenti dei professionali), l’aumento del potere del dirigente scolastico (addirittura fino al potere di scegliere ed assumere i “propri” docenti) e la trasformazione degli organi collegiali in consigli di amministrazione di stampo aziendale (anche questa una idea copiata dai precedenti governi di centrodestra, vedi legge Aprea) . Certo ne “La buona scuola” c’è anche l’aspetto positivo dell’assunzione del personale precario, ma su questo punto va detto che ciò rappresenta quasi un obbligo per il Governo, visto che maggiore sarebbe l’onere di una multa a fronte di una ormai imminente sentenza della Corte di giustizia europea e che non possiamo accettare tale fatto, (una norma di civiltà dovuta perchè sana una vergogna del nostro Paese), come una concessione in cambio della quale i docenti e tutto il mondo della scuola pubblica dovrebbero accettare ulteriori sacrifici.

Per tutti questi motivi, l’operazione governativa sulla scuola suscita la nostra viva preoccupazione e ne vediamo anche i punti di collegamento con le politiche sul lavoro attualmente in discussione, il cosiddetto “jobs act” che prevede la cancellazione dei diritti, colpisce il contratto nazionale ed aumenta la precarietà. Perciò ci sembra necessario ed urgente unirsi in una mobilitazione comune per una diversa idea di scuola e di società. Le mobilitazioni di queste settimane, la straordinaria manifestazione della Cgil del 25 ottobre, che ha visto un milione di persone a Roma e le prossime iniziative come lo sciopero e la manifestazione della Fiom prevista per il 14 novembre, e le iniziative del sindacalismo di base previste per la stessa giornata, devono rappresentare tappe di un percorso verso lo sciopero generale, che faccia crescere l’opposizione e l’alternativa dal basso a queste politiche antipopolari.


Claudia Rancati
dipartimento scuola PRC Vicenza

mercoledì 22 ottobre 2014

Rifondazione in piazza il 24 ed il 25 ottobre!

Il Jobs act del governo Renzi è uno dei provvedimenti strutturali  voluto con più insistenza dalla “troika” (Banca Centrale Europea, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale), una vera e propria controriforma del mercato del lavoro, un gravissimo attacco a tutti i lavoratori di oggi e di domani. Esso non solo comporta  lo smantellamento di importanti garanzie stabilite dallo “Statuto dei diritti dei lavoratori” (l’articolo 18, il divieto del demansionamento dei lavoratori e della videosorveglianza), ma ha un chiaro obiettivo di fondo: lo smantellamento dello stesso istituto del  contratto nazionale di lavoro.
L'obiettivo perseguito dal governo è quello della frantumazione della classe lavoratrice, già oggi divisa tra 46 differenti tipologie contrattuali e sempre più esposta al ricatto del licenziamento, vista anche la colpevole mancanza di politiche di lotta alla disoccupazione.
E’ un modello quello di Renzi e del PD, che realizza i sogni di Confindustria e ci riporta indietro di secoli, all’epoca in cui ogni lavoratore era da solo di fronte al padrone con in mano un semplice contratto individuale privo di tutele effettive, cioè ricattabile e licenziabile in qualsiasi momento.

Così di fronte alla discussione parlamentare sulle proposte sul contratto a tutele crescenti, che altro non sono che il grimaldello con il quale si vuole scardinare definitivamente l’unicità del contratto nazionale di lavoro, non è possibile fare aggiustamenti o mediazioni: vanno con forza respinte al mittente e solo la mobilitazione popolare può ottenere questo risultato.
Per questi motivi saremo in piazza venerdì 24 ottobre con il sindacato di base a Vicenza alla manifestazione che partirà alle 8.30 da via Formenton (parallela corso Padova- davanti all' ingresso Ipab San Camillo) e sabato 25 ottobre con la Cgil a Roma con i pullman che partiranno venerdì 24 alle 23.40 dal piazzale della Valbruna.
Invitiamo tutti i lavoratori ed i giovani che non vogliono più delegare il loro futuro ad estendere e continuare la mobilitazione fino al ritiro completo di queste proposte per la costruzione dal basso dello sciopero generale.
Circolo Gramsci PRC Vicenza.

lunedì 13 ottobre 2014

Volantino distribuito al presidio davanti alla Prefettura dei sindacati di base contro il Jobs act:



Contro Renzi, Merkel, Draghi
NO alla controriforma del lavoro prevista dal JOBS ACT!
Il primo atto del governo sul lavoro è stato il decreto che generalizza la precarietà: ogni impresa può assumere una persona a termine per tre anni, anche con più contratti brevissimi, senza dover giustificare perché assume a termine e non a tempo indeterminato. Alla fine dei 3 anni sarà sufficiente non rinnovare il contratto, assumere un altro lavoratore, e via con un nuovo giro di giostra! Tutti precari per sempre.
Il governo Renzi ora ha posto la fiducia al Parlamento sulla sua controriforma del lavoro perché vuole cancellare definitivamente l’articolo 18, portando a compimento la controriforma di Fornero e Monti, vuole colpire definitivamente il contratto nazionale di lavoro per rendere tutti ricattabili.
Vuole cancellare le norme dello Statuto dei Lavoratori che proibiscono il demansionamento, per abbassare i salari. Vuole cancellare le norme che proibiscono la videosorveglianza dei lavoratori. Vuole generalizzare i “voucher”, cioè la forma massima di lavoro “usa e getta”. Che cosa significa il TFR in busta paga se non che soldi che sono già dei lavoratori vengono dati oggi riducendo il reddito di domani, per “compensare” salari che si faranno sempre più miseri perchè il ricatto della precarietà ed il taglio dei diritti, continuerà ad erodere la capacità di contrattazione?
Accanto all’attacco al lavoro, Renzi sta aggredendo l’ambiente con lo “Sblocca Italia”, attacca la scuola pubblica e prepara una legge di stabilità di nuovi tagli e privatizzazione di quel che resta del patrimonio e dei servizi pubblici.
Non ci stiamo! Vogliamo ripristinare l’articolo 18 ed estenderlo a tutte e tutti, cancellare il decreto Poletti e il supermarket di contratti precari. Vogliamo un vero salario orario minimo che estenda a tutte le lavoratrici e i lavoratori i minimi fissati dai contratti nazionali, ed il reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo impedire nuove privatizzazioni, un piano pubblico per creare 1 milione e mezzo di posti di lavoro riportando la disoccupazione almeno alla situazione pre-crisi, politiche industriali per la riconversione ecologica dell’economia, l’abrogazione della controriforma Fornero delle pensioni che impedisce ai giovani di trovare un’occupazione perché obbliga gli adulti a lavorare fino a a oltre 67 anni.
Si può fare? Si può fare: dicendo no e disobbedendo al Fiscal Compact, smettendo di regalare risorse alla speculazione, facendo una patrimoniale sulle grandi ricchezze, tagliando tutti gli F35 e le spese militari, tagliando la TAV in Val Susa e le grandi opere inutili.
Contro Renzi che porta a compimento il lavoro sporco di Berlusconi e Monti, dell’Europa della Merkel e Draghi per colpire ancora i lavoratori, l’ambiente, mercificare tutto, costruiamo le mobilitazioni.
Rifondazione sarà in piazza con gli studenti e il 10 ottobre ed invita a partecipare allo sciopero e le manifestazioni dell’USB il 24 ottobre ed alla manifestazione nazionale della CGIL il 25 ottobre per COSTRUIRE DAL BASSO LO SCIOPERO GENERALE!


Partito della Rifondazione Comunista-Vicenza
cell:347/2500372
e-mail:circolovicenza@libero.it
facebook: Rifondazionecomunista Vicenza





lunedì 6 ottobre 2014

la manifestazione a Vicenza partirà alle 8.30 dal piazzale della Stazione FS. Partecipiamo tutti/e!

domenica 21 settembre 2014

Rifondazione aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale per il popolo palestinese, a Roma il 27 settembre

Aderiamo e partecipiamo alla manifestazione nazionale per il popolo palestinese, lanciata dall’appello delle comunità palestinesi in Italia, del prossimo 27 settembre a Roma.  In questi mesi Gaza e il popolo palestinesi sono stati vittime dell’ennesima aggressione da parte dell’esercito occupante israeliano. E’ tempo che si mobilitino i popoli per imporre ai governi di attivarsi per la fine dell’occupazione israeliana e la nascita di uno stato palestinese, nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite disattese da Israele da decenni.  La fine dell’aggressione militare non può significare la fine della mobilitazione. Rifondazione  si impegna per il successo e la partecipazione all’importante manifestazione, e ribadisce la richiesta di sanzioni internazionali per i crimini commessi da Israele a Gaza e per le sue costanti violazioni del diritto internazionale. l’Ue e il governo italiano devono disdire gli accordi di associazione e cooperazione commerciale e militare con Israele e non invece aumentarne il sostegno militare e politico, come stanno invece colpevolmente facendo.

I pullman partiranno da Vicenza Ovest alle ore 6,15, costo 30 euro (contributo libero per studenti e disoccupati). 
Per partecipare chiama il  347/2500372.