lunedì 21 aprile 2014

Per una scuola pubblica della Costituzione

La propaganda governativa di queste settimane in cui si avvicinano le elezioni europee serve a spargere fumo ed illusioni nell’opinione pubblica per scongiurare il pericolo che lavoratori e giovani, sempre più vessati dalla crisi, possano finalmente unirsi nella mobilitazione. Per quanto riguarda in particolare il mondo della scuola pubblica, al di là delle promesse di Renzi e dei suoi ministri, dobbiamo aspettarci dopo le elezioni, un ulteriore attacco ai diritti ed alla qualità del servizio.
Le dichiarazioni dell’attuale ministro Giannini non fanno, infatti, presagire niente di buono. Tutta l’enfasi data alla necessità di premiare il merito degli insegnanti, serve in realtà a nascondere il fatto che si vogliono ulteriormente tagliare gli stipendi del personale, tagliando gli scatti di anzianità per i docenti, come del resto sono già sospesi da qualche mese i pagamenti delle posizioni economiche del personale ATA acquisite dopo il 1 settembre 2011. Si vorrebbe quindi inserire un sistema discriminatorio in contraddizione con l’esigenza di spirito cooperativo che è alla base di un’efficace metodo di insegnamento, introducendo un sistema premiale, che, anche alla luce dell’esperienza del fondo d’istituto (oggi ridotto pesantemente), si preannuncia già fallimentare. Si aggiunge poi a carico dell'attuale ministro l'idea della chiamata diretta dei docenti che favorirebbe clientelismo e subalternità dei docenti nei confronti dei dirigenti scolastici e la mai smentita possibilità di tagliare di un anno il corso di studi delle superiori.
Nella crisi economica, sociale e culturale che ha investito anche il nostro Paese la realtà della scuola è che essa continua a resistere solo grazie al lavoro di tante persone ed insegnanti costantemente denigrati, oltre che sottopagati, di cui almeno 170mila sono precari storici. Una vergogna per cui l'Itala è stata additata anche dalla Corte Europea.
La scuola tagliata e precarizzata dalla riforma e dalla linea politica della Gelmini, da cui la Giannini non intende discostarsi, mostra sempre di più limiti e carenze, come testimoniano anche i recenti allarmanti dati sulla dispersione scolastica.
C’è bisogno di risorse, di certezze, di futuro, e di restituire la dignità che “meritano” coloro che vi studiano e vi lavorano. Non c’è invece bisogno della farsa degli Invalsi, i cui risultati falsano ed appiattiscono una realtà complessa e ricca di differenze e di specificità.
Di fronte quindi a questa politica governativa ben vengano quindi tutte le forme di mobilitazione dei protagonisti della scuola, dallo sciopero dei precari previsto per venerdì 11 aprile, alle iniziative di maggio contro le prove Invalsi, ed agli altri momenti di discussione e di confronto contro l’omologazione al pensiero unico che punta a trasformare la scuola pubblica, ultimo presidio di pensiero critico e di conoscenza, in qualcosa d’altro, compatibile ed asservito solo alle esigenze del mercato e non più rispondente al dettato costituzionale.

Claudia Rancati
dipartimento scuola del Partito della Rifondazione comunista Vicenza

giovedì 20 marzo 2014

Paola Morandin, capolista L'altra Europa con Tsipras a Vicenza sabato 29 marzo ai Ferrovieri (Vicenza)


Dalla Grecia all’Europa tra le politiche di austerità imposte dalla Troika e la deriva delle formazioni nazionaliste e populiste, c’è una terza via! Rilanciare, in opposizione al PSE e al PPE, giustizia sociale, tutela del welfare, solidarietà, … EXIT STRATEGY DAL BASSO A SINISTRA!

Incontro pubblico con la candidata capolista di L'Altra Europa con Tsipras, con il prof. Massimo Zanetti, docente di sociologia generale e del lavoro presso l'Università della Valle d'Aosta e Ugo Boghetta componente del Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista.
L'incontro si svolgerà presso la sala della Circoscrizione 7 Ferrovieri a Vicenza. Via Vaccari 107 fronte CGIL.
Durante il dibattito si raccoglieranno le firme per la presentazione della lista.

giovedì 6 marzo 2014

Sulla manifestazione di Forza Nuova contro il campo nomadi.



VICENZA E’ ANTIFASCISTA !

Prima di tutto vennero a prendere  gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.  
(Bertolt Brecht)

La vicenda del trasferimento, predisposto dall’Amministrazione comunale, di parte della popolazione Sinti nella caserma disabitata di Via Muggia è il pretesto della campagna ideologica lanciata da “Forza Nuova”, organizzazione che propaganda idee razziste e fasciste cercando di cavalcare il malcontento popolare per propri fini assai inquietanti. Le parole d’ordine che utilizzano nei loro volantini non lasciano dubbi: si tratta di razzismo vero e proprio, utile solo a scatenare una guerra fra poveri e non a risolvere i problemi. Per rialzare la testa dobbiamo unirci contro chi governa e non dividerci tra di noi.
E’ un dato di fatto che l'Amministrazione Comunale in questi anni, non sia riuscita a gestire in maniera adeguata la questione inerente gli aiuti sociali e l'habitat dei rom e sinti abitanti in città. Il problema dei campi nomadi non si risolve con lo scaricabarile, ma con politiche di ascolto.Nel caso di viale Cricoli l'amministrazione non ha attuato reali politiche di integrazione culturale e d'inserimento serio, dei residenti il campo, nel mondo del lavoro, se non qualche timido ingaggio in lavori socialmente utili. Per cinque anni si è tergiversato sul risanamento igienico-sanitario dell'area di viale Cricoli, che è degradata e malsana, e solo ora, presi con l'acqua alla gola, pena la perdita di finanziamenti,  si pensa di risolvere il tutto chiudendo famiglie sinte e rom nella caserma di via Muggia, scontrandosi così non solo con la volontà dei sinti stessi ma andando anche contro i residenti della zona che sentono la futura presenza delle famiglie provenienti dal campo di Via Circoli come una minaccia.
Noi riteniamo che non sia questo il modo per risolvere i problemi e che l’amministrazione avrebbe avuto il modo ed il tempo per condividere maggiormente i problemi e le soluzioni con le comunità interessate. Ma oggi primariamente ci troviamo a dover difendere la città e tutti i cittadini, da scorribande di fascisti, sapendo cosa può significare per chi abita nel campo (i bambini, le donne, gli anziani) essere oltraggiati da questi loschi figuri con le teste rasate e non potersi sentire sicuri. Noi non abbiamo dimenticato cosa può provocare questo clima di odio e l’ignoranza.
Per tutti questi motivi  facciamo appello alla cittadinanza e ai residenti del quartiere a non farsi strumentalizzare dalle organizzazioni di estrema destra ed a dimostrare tutti insieme con la discussione ed il confronto più lungimiranza dell’amministrazione comunale, perché è possibile individuare soluzioni condivise che possono migliorare la vivibilità di tutti i vicentini.

Vicenza non è razzista e accetta tutti i suoi cittadini, la diversità etnica non è un ostacolo ma un bene per la crescita culturale di tutti. Chiediamo ai cittadini di essere a fianco dei Sinti al presidio di Viale Cricoli e di manifestare la loro contrarietà alle idee razziste propagandate da Forza Nuova.


Partito della Rifondazione Comunista Vicenza





mercoledì 5 marzo 2014

Sulla vertenza dei comunali

La lotta porta sempre risultati ma è necessario non abbassare la guardia.
Il decreto Salva Roma-enti locali approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri contiene norme che sembra riducano l'impatto sui lavoratori del Comune. Per Vicenza la questione sollevata dagli ispettori del ministero dell´Economia pesava per circa 5 milioni e riguardava circa 1.500 dipendenti ed ex, ai quali era stato preannunciato uno scenario choc: restituire a rate parte degli stipendi arretrati, con il rischio di perdere anche gli avanzamenti salariali. 

Dopo la mobilitazione ferma ed unitaria dei dipendenti si è ottenuto qualche effetto importante ma bisogna continuare a mantenere alta la guardia.
Per la prima volta il Sindaco, in occasione della manifestazione davanti alla Basilica Palladiana (in occasione della inaugurazione della mostra-evento su Monet)  non è riuscito a placare la protesta ed a mettere tutti d'accordo ma si è trovato di fronte lavoratori determinati ed uniti.
Grazie a questa mobilitazione si è ottenuto un testo del decreto che riduce al minimo l´impatto: le somme da recuperare nei prossimi 6 anni sarebbero di circa 1,2 milioni (riguardano i lavoratori Ata). Dove recupererà i soldi il Comune? Il decreto prevede che lo faccia nell´ambito della contrattazione integrativa futura. ma c'è anche la possibilità per i Comuni come Vicenza «che hanno rispettato il patto di stabilità interno», di recuperare anche da «risparmi» derivanti dalla riorganizzazione interna e dalla «semplificazione», neutralizzando, in parte o in toto, gli effetti sulla contrattazione futura. Non sarebbe il caso che per una volta a pagare fosse chi ha di più, come i dirigenti e manager strapagati e non chi ha di meno?

giovedì 20 febbraio 2014

LA LOTTA NON SI ARRESTA

LA LOTTA NON SI ARRESTA
PIAZZA DEI SIGNORI - VICENZA
21 - 22 FEBBRAIO ORE 17-19
ADERIAMO TUTTI ALLA VERTENZA  DEI LAVORATORI COMUNALI
E ALLA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE E DI LOTTA
indetta dal Movimento No Tav

La lotta No Tav, con i suoi vent’anni di esperienze, saperi, azioni, la capacità di non rassegnarsi nemmeno di fronte ai manganelli, alle ruspe,  al terrorismo mediatico, così come l’emergente protagonismo del movimento per la casa in tutta Italia, sono intollerabili agli occhi di governi proni ad un modello capitalista e sempre più succubi di imposizioni internazionali, che affrontano i reali problemi sociali solo come questioni di ordine pubblico, con arresti ingiustificati o sanzioni amministrative di entità astronomica.

Denunciamo assieme il pericolo concreto di una criminalizzazione delle lotte che stanno crescendo in tutto il Paese, a partire dalla più significativa che è quella della Val Susa.
Uniamoci alle tante realtà che resistono e si battono contro la devastazione e la militarizzazione del territorio, contro la cementificazione selvaggia, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente remunerato, per il diritto alla salute.
Manifestiamo, in ogni territorio, in difesa del diritto di opporsi a tragiche scelte governative (locali e nazionali) che si traducono in danni permanenti alle comunità locali e il cui unico scopo è quello di favorire interessi di grandi potentati industriali, di lobby economiche e straniere, di grandi banche e di organizzazioni criminali mafiose.

In particolare a Vicenza vogliamo manifestare nel centro cittadino per evidenziare a tutti le criticità che l’amministrazione Variati vuole nascondere.

Vicenza non è una città vetrina e non è possibile nessuna pacificazione sociale senza giustizia e dignità per tutti i cittadini, anche quelli delle periferie, compresi i disoccupati, gli sfrattati e tutti i soggetti sociali più deboli ai quali si vuol far pagare il prezzo della crisi. Crisi provocata dal modello di sviluppo capitalista giunto ormai al capolinea.

Oggi la vertenza dei lavoratori del Comune è l’emblema di una ingiustizia enorme: perché questi lavoratori rischiano di dover restituire migliaia di euro dato che il Ministero della Economia e Finanze ha riscontrato irregolarità in contratti integrativi di dieci anni fa e l’amministrazione Variati procede con la messa in mora dei lavoratori e dei soggetti che li hanno sottoscritti. Se passa questo principio sono a rischio i diritti di tutti i lavoratori, perciò dobbiamo sostenere e vincere la loro lotta. Basta con la spending review e le politiche di austerità fatte sulla pelle dei più deboli!

Basta con la  cementificazione, causa primaria  delle recenti alluvioni, che trova il suo massimo emblema nella speculazione dell’ area ex CotoRossi (Borgo Berga a ridosso della “Rotonda” del Palladio), nel progetto “Nuova Pomari” (16.000 mq. di capannoni commerciali con 8.000 mq. di parcheggi e un altro edificio alto ben 26 metri per nuovi uffici) e nella militarizzazione del territorio (Dal Molin, Ederle, Site Pluto, Fontega, Gendarmeria europea,…)

Denunciamo, inoltre che la nuova tangenziale (la bretella alla Sp46) che si vuole costruire risulterà utile soprattutto ai militari USA che oggi alloggiano nelle diverse basi collocate a Nord ed a Est della città. Esistono soluzioni alternative e meno invasive, che, con semplici accordi delle amministrazioni locali, potrebbero prevedere il dirottamento del traffico pesante della strada Pasubio nella autostrada A31 da sempre sottoutilizzata.                         

Questi esempi, a cui bisogna aggiungere il grave dato della riduzione dei finanziamenti alla scuola, al trasporto pubblico , ai servizi  sociali, sanitari e assistenziali per la persona, sono le facce più evidenti di una unica politica finalizzata a depredare tutte le risorse in nome di una unica legge, quella del profitto di alcuni a scapito dei diritti di tutti.

NOI NON CI STIAMO!
UNIFICARE TUTTE LE VERTENZE E RILANCIARE L’OPPOSIZIONE SOCIALE DAL BASSO È L’UNICA PROSPETTIVA PER USCIRE DALLA CRISI DEL CAPITALISMO VERSO UNA ALTERNATIVA DI SOCIETÀ E DI SISTEMA.

UNIONE SINDACALE DI BASE, IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA in CGIL, PARTITO della RIFONDAZIONE COMUNISTA, ROSS@, SINISTRA ANTICAPITALISTA, Comitato vicentino no ecomafie, CUB Vicenza, PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA (Lit), Coordinamento No Austerity Vicenza.