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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dal Molin

Contro la guerra e contro il fascismo.

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Il 7 settembre a Vicenza si terrà un manifestazione contro la presenza della nuova base militare Usa all’ex Dal Molin. Crediamo che questo appuntamento sia importante non solo per evidenziare l’assurdità di quella presenza nella nostra città, tutta la nostra opposizione ed il nostro sdegno nei confronti di una imposizione venuta dall’alto che calpesta diritt i, democrazia, sostenibilità ambientale in un territorio fragile anche dal punto di vista idrogeologico, non solo questo ma più in generale l’assurdità e tutta la nostra opposizione alla logica di guerra e di morte che ha dettato questa scelta. Siamo già in guerra, come dimostrano i fatti agghiaccianti di quel che sta accadendo anche in questi giorni in Siria ed in Libano e la prima vittima della guerra, come sempre, è la verità. Noi ci indigniamo contro gli effetti della guerra permanente che massacra la popolazione inerme e contro le falsità che vengono utilizzate per giustificare nuovi interventi e nuove g...

Le basi militari sono un crimine contro l'umanità

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  Sono tante le ragioni per le quali siamo contrari alla presenza della base militare Usa al Dal Molin che oggi viene ufficialmente inaugurata dalle autorità. Sicuramente lo siamo per le modalità con le quali è stata costruita: perché è una cementificazione selvaggia su uno dei pochissimi “polmoni verdi” della città, per la strettissima vicinanza alle opere palladiane, per i danni irreparabili provocati alla falda acquifera, per le bugie e le falsità che sono state raccontate alla popolazione, per la mancanza di democrazia che ha contraddistinto tutta la vicenda iniziata nel 2006. Ma più di ogni altro motivo siamo contrari alla presenza della base per la sua stessa ragion d’essere. A cosa serve la base? Questa è la domanda che dobbiamo continuare a fare, perchè la sua presenza non era e non è inevitabile. La base è stata costruita per ospitare i militari americani della 173° brigata aviotrasportata, di ritorno o in attesa di partire per missioni all’estero, in Paesi, com...

La militarizzazione di Vicenza non è un problema solo dei vicentini !

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Plutone riemerge dagli inferi di Manlio Dinucci «Site Pluto» (sito Plutone) era, durante la guerra fredda, il maggiore deposito di armi nucleari dello U.S. Army in Italia. Nei suoi sotterranei, all'interno di una collina a Longare (Vicenza), si tenevano oltre 200 ordigni nucleari «tattici»: missili a corto raggio, proiettili di artiglieria e mine da demolizione. Pronti a scatenare l'inferno nucleare sul territorio italiano. Dismesso ufficialmente nel 1992 come deposito, il sito è stato in parte adibito a comunicazioni satellitari. È andato, cioè, quasi in letargo. Ora però Plutone si sta risvegliando, pronto a riassumere la sua piena funzione bellica. Sono in corso lavori all'interno del suo perimetro recintato e presidiato. Il progetto prevede la costruzione di un edificio di 5mila m2, in cui saranno addestrati con tecnologie d'avanguardia i soldati Usa, soprattutto quelli della 173a brigata di stanza a Vicenza. Nessuno sa però quali reali a...

Perché non ci uniamo ai festeggiamenti sull’intesa sul Dal Molin firmata giovedì 7 luglio

E’ da qualche mese che a Vicenza si tenta con insistenza di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle cosiddette opere di compensazione per il Dal Molin. Sedute di consigli comunali e provinciali ad hoc, articoli sui giornali, convegni e interventi vari sullo stesso tema: cosa può chiedere la città in cambio dell’onere che è costretta a sopportare con la costruzione della nuova base militare statunitense? L’onere lo ricordiamo è pesante da più punti di vista: perché si tratta di un’opera di 600mila metri cubi di cemento costruita sulle falde acquifere e nell’area che veniva definita il polmone verde della città, perché il mantenimento della base (acqua, elettricità, gas) graverà in parte sulle tasche dei cittadini, perché nelle nuove caserme verranno ospitati i militari della 173° brigata aviotrasportata dell’esercito statunitense, le truppe scelte destinate alle operazioni di pronto intervento nelle zone di crisi d...

Manifestazione a Vicenza contro la guerra in Libia

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Sabato 2 Aprile alle 14 concentramento a Piazzale Bologna (nei pressi della Stazione F.S.) per un corteo che si concluderà in Piazza Matteotti. Partecipiamo numerosi e facciamo girare l'informazione ! Appello Coordinamento 2 aprile Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questi giorni hanno sentito la necessità, attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce Contro la guerra e la cultura della guerra Per sostenere le rivoluzioni e le lotte per la libertà e la democrazia dei popoli mediterranei e dei paesi arabi Per l'accoglienza e la protezione dei profughi e dei migranti Contro le dittature, i regimi, le occupazioni militari, le repressioni in corso, Per il disarmo, un'economia ed una società giusta e sostenibile Chiedono lo stop ai bombardamenti e il cessate il fuoco in Libia per fermare la guerra, la repressione ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica. IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GR...

COSA SERVE PER USCIRE DAL FANGO ?

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Il volantino distribuito ieri al gazebo in centro. L’alluvione che ha causato due vittime e tanta devastazione nel Vicentino, come in altre zone del Paese, non è stata un “fenomeno naturale”. La cementificazione selvaggia dell’area centrale del Veneto, ormai divenuta una città diffusa, (nella nostra provincia sono censite ben 530 zone industriali!) con migliaia di Km di strade, parcheggi, bretelle, complanari, autostrade, passanti, tutto ciò ha comportato un abuso del terreno. I corsi dei fiumi sono stati spesso strozzati e la terra resa sempre più impermeabile, non in grado di assorbire una pioggia un po’ più abbondante del solito. In particolare il fiume Bacchiglione ha subito danni anche dalla costruzione della nuova base militare Usa al Dal Molin, (600.000 metri cubi di cemento che sorgono sulle falde acquifere!). La classe politica ed imprenditoriale del Veneto, che si è arricchita sfruttando i lavoratori e sconvolgendo l’equilibrio naturale, intende perseverare in questa direz...

emergenza alluvione: agire per cambiare !

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In questi giorni i compagni del Circolo “Gramsci” di Vicenza hanno attivato una brigata di solidarietà attiva a fianco della popolazione colpita dall’alluvione del 1° novembre. Abbiamo spazzato strade dal fango, liberato scantinati e magazzini, riempito sacchi di sabbia insieme a tanti volontari vicentini, ed anche a compagni venuti da altre zone per darci una mano. Questa solidarietà è importante ed è la migliore risposta agli egoismi ed alle false promesse della Lega. E’ importante denunciare il fatto che i principali responsabili di questo disastro ambientale, sono coloro che hanno devastato il territorio per rincorrere il profitto: la classe politica ed imprenditoriale del Veneto, come del resto del Paese, i cui esponenti si sono arricchiti, come parassiti, sfruttando i lavoratori e sconvolgendo l’ equilibrio naturale. E’ sotto gli occhi di tutti che il modello capitalistico, basato sullo sfruttamento dell’uomo e della natura, porta solo nuove precarietà: del lavoro, della vita, ...

Comunicato sull' allargamento della giunta Variati

L’ allargamento della maggioranza di centrosinistra in Comune all’UDC ed alla lista “Impegno a 360° gradi” rappresenta a nostro avviso un segnale preoccupante per quelli che saranno i futuri scenari e le scelte del governo della città. Il Sindaco Variati ha dichiarato alla stampa che ciò che ha reso possibile tale operazione è il fatto che le principali divisioni con queste forze ed i loro esponenti provenienti dal centrodestra sono ora superate perché vertevano principalmente sulla questione della nuova base Usa al Dal Molin, oggi considerata “questione chiusa e definita”. Queste le motivazioni che, riporta la stampa. Noi riteniamo, invece, che la ferita inferta alla città con la costruzione della nuova base Usa sia questione che continuerà a comportare danni ambientali e sociali e che sarebbe ben altra, ben più ampia, l’ottica necessaria a guardare al problema. Ad esempio quella che la popolazione ha saputo dimostrare guardando anche al di là dell’ambito ristretto vicentino ed a...

iniziative per la difesa dell' acqua pubblica

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Sabato dalle ore 16 in Piazza Matteotti il Circolo sarà presente con un gazebo e raccoglierà le firme per il referendum per l'acqua pubblica Invitiamo inoltre a partecipare alla festa dell'acqua che è stata rinviata al 12 luglio a causa del maltempo.

Giù le mani dall’acqua !

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da Liberazione del 21/03/2009 «L’acqua è un bene comune. Fuori l’acqua dal mercato! Fuori i profitti dall’acqua!». E’ sceso di nuovo in strada il forum dei movimenti per l’acqua e in centinaia di migliaia, duecentomila per gli organizzatori, tra associazioni, cittadini, reti, sindaci, appartenenti ad enti locali, esponenti di partiti hanno sfilato per le strade delle capitale per tornare a dire con chiarezza ”No alla privatizzazione” e soprattutto ”Sì alla difesa di un bene comune ed universale”. Lo hanno fatto i tanti, tantissimi che hanno partecipato ad un corteo festoso e composto da comitati civici, come i ”No dal Molin”, quello di Sarno fino alla Rete abruzzese per dire al Governo che è dalla difesa di questo bene primario ed inalienabile che passa quella di un altro diritto fondamentale oggi più che mai compromesso: la democrazia. «La sua difesa – dirà dal palco di piazza Navona Rosalina Tuyul della comunità indigena del Guatemala – è un bene universale», per queste proprio le c...

Volantino distribuito alla fiaccolata no dal Molin del 1° febbraio

Il ritrovamento dei reperti archeologici nell’area del cantiere, i rischi del danneggiamento della falda acquifera già denunciati, le notizie che arrivano dai fronti di guerra dove combattono i militari statunitensi di stanza a Vicenza, sono tutti elementi che portano ad una unica considerazione: Fermare i lavori al Dal Molin è doveroso per la democrazia, per la tutela dell’ambiente, perché l’Italia ripudia la guerra. Questi principi sono sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza e spetta a noi difenderli anche oggi di fronte all’involuzione autoritaria della nostra società. Non è possibile accettare la logica delle compensazioni in cambio di questi principi. Sappiamo che la militarizzazione del territorio non è un problema solo di Vicenza, è un prodotto di questo modello di sviluppo basato sullo sfruttamento e la devastazione ambientale, sulla guerra e sulla precarietà del lavoro e della vita. Perciò è importante che il movimento vicentino in tutte le sue forme ed articolazio...

volantino distribuito alla marcia mondiale della pace

NO ALLA TRASFORMAZIONE DI VICENZA IN CITTA’ MILITARIZZATA NON ACCETTIAMO NESSUNA COMPENSAZIONE PER IL DAL MOLIN VIA DALLA GUERRA SUBITO La popolazione vicentina ha dimostrato di non volere la costruzione di una nuova base militare Usa mobilitandosi nelle piazze ed organizzando il referendum autogestito del 5 ottobre 2008. Nonostante e contro la volontà popolare continuano i lavori alla nuova base e si potenziano quelle già esistenti, una militarizzazione del territorio con danni ambientali e sociali che nessuna tangenziale o altra opera può compensare. Le logiche di guerra, comunque mascherate, sono devastanti per l’ambiente, per la democrazia, per la vita ed il progresso dell’umanità. E’ un modello di sviluppo che non ha futuro. Mentre imperversa la crisi economica che ha già causato in Italia la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, il Governo Berlusconi stanzia 14 miliardi per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 e riconferma la missione in Afghanistan, il cui m...

“SOLIDARIETA’ ATTIVA CON DON BIZZOTTO”

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Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se: Roma, 20 ago. 2009 – “Tutta la mia solidarietà personale e quella del Prc nei confronti di Don Albino Bizzotto, in sciopero della fame per la pace e contro la costruzione della nuova base militare statunitense a Vicenza. Il Prc è vicino all’iniziativa di Don Bizzotto e al suo spirito di pace, che non necessita di solenni proclami impegnativi, bensì dell’agire concreto da parte di ciascuno nella propria coscienza e disponibilità, e di tutti nell’impegno condiviso”.

Intervento assemblea 18 luglio Roma

A Vicenza l’opposizione al progetto di costruzione della nuova base militare USA al Dal Molin continua, da tre anni, ad essere determinata e popolare, proprio perché espressione di diverse sensibilità ed identità sociali, mosse innanzitutto dalla necessità di rispondere all’idea assurda di una militarizzazione quasi totale del territorio. Vale la pena ricordare che la presenza militare USA risale agli anni 50 e che oggi sono presenti ben 6 basi militari dentro ed intorno a Vicenza (la più importante è la Caserma Ederle), per un totale di un milione e 300mila mq. Oltre a ciò Vicenza è sede della gendarmeria europea. Con il Dal Molin si arriverebbe ad occupare circa 3 milioni di mq di territorio. Tutte queste porzioni di territorio sono sottratte al controllo democratico della popolazione, che non può entrarvi ed assai poco si conosce di cosa avviene là dentro. La natura di questa presenza è mutata nel corso degli anni ed oggi la Caserma Ederle è la sede del comando strategico Africom, i...

NO ALLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA BASE USA AL DAL MOLIN, NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA CITTA'

Il progetto del Dal Molin militare rischia di determinare un enorme impatto ambientale e sociale sulla città di Vicenza, sia per le caratteristiche dell’area, sia perché nel territorio sono già presenti: la Caserma Ederle, il villaggio americano di Settecà, le basi sotterranee “Pluto” di Longare e della Fontega di Arcugnano, il centro autoveicoli militari a Torri di Quartesolo ed il centro logistico per la gestione strutture militari a Lerino. Tutte zone di territorio sottratte alla sovranità popolare e sotto la giurisdizione degli Usa. Oltre a ciò Vicenza ospita la sede della Gendarmeria Europea. I militari Usa con la costruzione della nuova base e con i lavori di ristrutturazione nelle aree già in loro possesso, stanno modificando la natura della loro presenza in città, che risale agli anni cinquanta. Vogliono trasformare Vicenza in un centro strategico per l’intervento militare finalizzato al controllo del continente africano, e delle sue risorse energetiche,(questo il ruolo di “Afr...

Vicenza non si piega alle logiche di guerra ed alla militarizzazione del territorio e delle coscienze.

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Una decisione imposta con la forza contro la volontà popolare come quella della nuova base militare USA al “Dal Molin”, non potrà a lungo essere governata da alcuna autorità. Oggi a Vicenza, ci sono stati fermi di polizia ed intimidazioni pesanti nei confronti del movimento che da quasi tre anni continua ad esprimere il proprio dissenso alla militarizzazione del territorio, sono state calpestate le più elementari regole democratiche, con divieti di manifestare e di avvicinarsi ad alcune zone della città, perché limitrofe alla base, una vera e propria sospensione del diritto, che ha fatto tornare in mente, seppur in misura minore, la Genova del 2001. A questo hanno assistito gli studenti delle scuole superiori che manifestavano stamattina ed ai quali è stato impedito dalle forze dell’ordine di avvicinarsi a Viale Dal Verme, per evitare un collegamento con la zona del “Dal Molin”, (che dista solo 5 km dal centro cittadino), così come i manifestanti che si sono recati prima nella zona “pr...

Militarizzazione del territorio e la lotta di Vicenza

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ Congresso Partito della Rifondazione Comunista - Regione Veneto MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO E LA LOTTA DI VICENZA Il Congresso Regionale del PRC Veneto considera le lotte popolari contro il progetto della nuova base militare USA al Dal Molin di Vicenza come una alta esperienza di partecipazione popolare che continua ad esprimere determinazione e capacità di alternativa, contro la logica di guerra insita nell’attuale modello di sviluppo capitalista. Esprime la vicinanza del partito in tutti i suoi organismi alle varie sensibilità del movimento No Dal Molin e l’impegno a contribuire nelle forme e nei modi più utili, allo sviluppo della sua autorganizzazione e del suo rafforzamento nell’unità e democrazia, contro ogni forma di criminalizzazione della lotta contro la guerra. Mestre, 18 gennaio 2009

Vicenza, base militare contro la povera Africa

Due dei comandi militari subordinati dell'appena costituito Comando Africa (AfriCom) - la cui «area di responsabilità» comprende quasi l'intero continente, salvo l'Egitto - saranno dislocati in Italia, uno a Napoli e l'altro a Vicenza . Lo hanno annunciato, in una conferenza stampa congiunta, il ministro degli esteri Franco Frattini e l'ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli. L'ambasciatore ha dichiarato che i due comandi saranno costituiti «esclusivamente da personale assegnato ai quartieri generali e che tale personale continuerà a svolgere la propria missione in ambito Nato, aiutando nel contempo AfriCom a portare avanti l'impegno degli Stati uniti a favore della pace e della sicurezza delle popolazioni africane». Scopo principale di AfriCom è quello dell'«assistenza umanitaria, del controllo dell'immigrazione e della lotta al terrorismo». Frattini ha ripetuto la lezione, parlando di «strutture di comando che operano nel quadro Nato» e garanten...

Il valore della lotta di Vicenza contro la nuova base militare USA al Dal Molin

Il giorno 5 ottobre 2008 sarà ricordato come una giornata importante per la lotta politica condotta da più di due anni a Vicenza contro la costruzione della nuova base militare USA. Dopo la sentenza antidemocratica e chiaramente politica da parte del Consiglio di Stato, i cittadini hanno rivendicato la sovranità popolare questa volta siglata dalla certezza della carta stampata, all' ombra di notai e garanti. Il risultato della consultazione autogestita è inequivocabile : 95,66 % di Sì, una vittoria straripante a favore di chi vuole un modello democratico di città di chi questa base non l'ha voluta fin dall'inizio. Più di ventiquattro mila voti, pari al ventotto per cento dell'elettorato. Un risultato straordinario, dato il livello di disinformazione causato dalla chiara ostilità da parte della stragrande maggioranza dei mass media, le sentenza intimidatoria ed i tentativi di boicottaggio, compresa la campagna per l'astensione ad opera delle forze politiche locali d...

Manifesto del Partito Comunista

Karl Marx ci metterebbe la firma

Karl Marx ci metterebbe la firma